Concerti e Spettacoli, Un podcast del Circolo Gianni Bosio - Archivio Franco Coggiola

SPETTACOLI E CONCERTI – Maledetti Studenti Che La Guerra L’Avete Voluta – Parte Prima

Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta”: uno spettacolo-concerto realizzato in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, a partire dalle storie e dalle canzoni di chi quella guerra l’ha subita ed è stato costretto a combatterla.

Il titolo deriva da una canzone molto diffusa nella memoria popolare – e tuttora ricordata e cantata nella tradizione orale – che esprime il risentimento nei confronti dell’interventismo.

Parte prima di tre.


  • • Maledetti Studenti Che La Guerra L’Avete Voluta – Parte Prima •

 


 

Concerto-spettacolo “Maledetti Studenti Che La Guerra L’Avete Voluta” – 5 Marzo 2016 al Teatro di Villa Torlonia di Roma – Programma di Sala

 



La Linea del Fronte Tra “Onore” e “Dolore”

Un’introduzione allo spettacolo di Sandro Portelli.

Lo scorso 4 novembre, a Carrara, mentre autorità di ogni genere celebravano la gloriosa Prima Guerra Mondiale e l’immarcescibile Vittoria, Soledad Nicolazzi – attrice, di musicista, militante anarchica – non ne ha potuto più e davanti a tutti costoro ha intonato “O Gorizia tu sei maledetta”, la più dura e dolorosa delle canzoni popolari contro la guerra. L’hanno afferrata in otto, identificata, portata in questura e solo più tardi lasciata andare a malincuore. La canzone non gliel’hanno fatta finire.

È anche questo un segno che su quella guerra – su tutte le guerre, oggi che l’Italia la guerra non la ripudia più – continuano a scontrarsi memorie diverse e in conflitto, attraversate da una nitida linea di classe. Questa coscienza è presente fin dal titolo dello spettacolo-concerto “Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta”, costruito a partire dalle storie delle canzoni e di chi quella guerra l’ha subita ed è stato costretto a combatterla. Il titolo viene da una canzone molto diffusa nella memoria popolare, tuttora ricordata e cantata nella tradizione orale, ed esprime assai bene il risentimento nei confronti di un interventismo classista già pronto a trasformarsi in fascismo.

Dice la canzone di “Gorizia”: “Voi chiamate il campo d’onore questa guerra al di là dei confini…”. Qualche anno fa, in una registrazione del Circolo Gianni Bosio, un reduce contadino di Ginestra Sabina cantava: “Voi chiamate il campo dolore questa terra al di là dei confini…”. Quello che i signori e la gente istruita chiamava onore, i contadini analfabeti – per i quali il linguaggio era una lingua straniera ma su quel “campo” ci stavano – lo chiamavano dolore.

Questa memoria alternativa, questo scontro fra “onore” e “dolore”, attraversa insieme i canti e i racconti dello spettacolo. Le canzoni (alcune famose, altre sconosciute o addirittura inedite, appena recuperate dagli archivi sonori del Circolo Bosio) sono presentate da una delle voci più grandi della musica popolare. Sara Modigliani, insieme con il gruppo Albero della Libertà (Gabriele Modigliani, Stefano Pogelli, Gavina Saba, Livia Tedeschini Lalli, Laura Zanacchi). E si intrecciano con i racconti di storie interpretate da Mauro Geraci tratte dallo straordinario libro di memorie “Terra matta” di Vincenzo Rabito: un contadino siciliano spedito a fare la guerra dall’altro capo dell’Italia, che racconta senza ombra di ideologia ma con tutta la rabbia e la sofferenza della cultura popolare incarnate in una scrittura.

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